Marzo 2015
  • progettazione integrale

Verso l’obbligo di concorso per la progettazione di tutte le opere pubbliche

Progettazione di qualità

Ricorrere a concorsi di idee o di progettazione per ogni intervento di trasformazione del territorio, prevedere che le attività di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva siano affidate al medesimo soggetto, affidare la direzione dei lavori al progettista estensore del progetto esecutivo e vietare il ricorso agli appalti integrati di progetto e lavori.  

Questi alcuni principi cardine contenuti nel Disegno di legge sulla qualità architettonica, presentato dal senatore Pd Luigi Zanda, che ieri ha iniziato l’iter di approvazione.
 
Il disegno di legge ha l’obiettivo primario di introdurre nel nostro ordinamento la nozione di “qualità architettonica”, al fine di subordinare l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici alla buona progettazione piuttosto che al principio di economicità.
 
Il disegno di legge si divide in due Capi, nella primo si affrontano le tematiche relative alla tutela della qualità di progettazione, nel secondo  si affrontano quelle relative alla progettazione per la committenza pubblica.
 
Nella prima parte viene sottolineata l’importanza di avvalersi di un professionista abilitato per ogni attività sottoposta a titolo abilitativo; inoltre si prescrive di allegare il progetto alla richiesta del titolo abilitativo, per rendere ammissibile la domanda.
 
Infatti l’opera di promozione e valorizzazione della qualità architettonica risulterebbe molto ridotta se venisse fatta gravare esclusivamente sui soggetti pubblici, tralasciando del tutto le trasformazioni del territorio realizzate dai privati.
 
Viene inoltre stabilito l’obbligo per le Regioni di ricorrere a concorsi di idee o di progettazione per ogni intervento di trasformazione del territorio, promuovendo bandi specifici per giovani professionisti.
 
Nel Capo II, sulla Committenza Pubblica, viene stabilito che i tre gradi di progettazione siano affidati al medesimo soggetto, salvo particolari ragioni. Dev’essere in ogni caso garantita l’accettazione, nel caso di un nuovo progettista, dell’attività progettuale precedente svolta.
 
Per la realizzazione di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, il ddl prevede l’obbligo per le amministrazioni appaltanti di fare ricorso a servizi di controllo del progetto e della sua realizzazione nella forma del Project and construct management (PCM), scelto tra soggetti qualificati con procedure a evidenza pubblica.
 
Per l’affidamento di incarichi di progettazione di importo pari o superiore a 100 mila euro, il ddl prevede che si proceda tramite concorso di progettazione, ampiamente pubblicizzato sui siti internet istituzionali (stazione appaltante, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, regioni interessate). E’ previsto il ricorso a tale modalità anche quando la progettazione riguarda lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo.
 
Per gli incarichi di progettazione di importo inferiore a 100 mila euro, si può procedere anche tramite affidamento diretto, purché nel rispetto dei principi di rotazione, non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza.
 
Per l’esecuzione dei lavori pubblici affidati in appalto, le amministrazioni devono affidare la direzione dei lavori al progettista estensore del progetto esecutivo; in caso di sua rinuncia le amministrazioni affidano la direzione dei lavori ad altri soggetti, scelti con le procedure previste dal Codice dei contratti pubblici.
 
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, anche alla luce dei fatti di cronaca di queste ultimi giorni, ribadisce come la qualità dell’architettura rappresenta l’unica arma contro il malaffare, la mafia e la cattiva sorte delle opere pubbliche e perciò esorta il Parlamento ad approvare al più presto il provvedimento presentato da Zanda.
 
“Solo stabilendo che la qualità del progetto è il criterio per vincere le gare potrà essere possibile colpire le mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia, ed avere, allo stesso tempo, buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo e che rispondono concretamente ai bisogni dei cittadini” ha commentato il presidente degli architetti Leopoldo Freyrie.
 
“Tornare a bandire i concorsi significa ridare centralità alla progettazione, rendere trasparente il mercato, sconfiggere mafie e corruttele; significa realizzare buona architettura e significa consentire ai professionisti, soprattutto ai giovani, di liberare le loro idee e la loro creatività” ha concluso Freyrie.

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