- B.I.M.
Il BIM come motore della progettazione integrata
Il Building Information Modeling non è più una tecnologia emergente, ma la spina dorsale su cui si sta ricostruendo il processo edilizio italiano. Al di là della modellazione tridimensionale, il vero valore del BIM sta nel suo essere un metodo di lavoro: un ambiente condiviso in cui architetti, ingegneri strutturisti, impiantisti e imprese progettano lo stesso oggetto informativo, anziché sovrapporre elaborati separati destinati a scontrarsi in cantiere. Questo è il cuore della progettazione integrata, ed è anche il motivo per cui il BIM incide direttamente sulla qualità degli elaborati prodotti: interferenze tra discipline individuate prima dell'esecuzione, computi metrici coerenti con il modello, informazioni tracciabili lungo tutto il ciclo di vita dell'opera.
Le basi normative
In Italia il quadro si è consolidato con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e il relativo correttivo (D.Lgs. 209/2024), che all'articolo 43 e nell'Allegato I.9 definiscono requisiti tecnici, procedure e figure professionali per la gestione digitale delle informazioni di progetto, esecuzione e gestione delle opere pubbliche. Dal 1° gennaio 2025 l'uso di metodi e strumenti digitali è obbligatorio per i lavori pubblici di importo pari o superiore a 2 milioni di euro (soglia più bassa, 5.538.000 euro, per i beni culturali), con piena operatività strutturale a partire dal 2026; sono escluse manutenzioni ordinarie e straordinarie, salvo che riguardino opere già digitalizzate. A questo si affiancano le norme tecniche della serie UNI 11337, che disciplinano nel dettaglio la gestione digitale dei processi informativi e la progettazione integrata, e gli standard internazionali ISO 19650, che regolano l'organizzazione e la digitalizzazione delle informazioni tramite ambienti di condivisione dati (CDE) conformi.
Lo stato dell'arte
L'adozione sta accelerando in modo netto. Il Report OICE Digitalizzazione 2026 registra 638 gare pubbliche di servizi di architettura e ingegneria con richiesta BIM, per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro: una crescita dell'80,7% in numero e del 151,1% in valore rispetto al 2024. Nella pratica quotidiana degli studi, il BIM è ormai lo standard per il coordinamento multidisciplinare, la verifica automatica delle interferenze (clash detection) e la produzione di elaborati coerenti e aggiornati in tempo reale, riducendo errori, varianti in corso d'opera e contenziosi.
Gli sviluppi futuri alla luce dell'intelligenza artificiale
Il prossimo salto riguarda l'integrazione tra BIM e intelligenza artificiale. Sistemi di IA che analizzano i modelli informativi per ottimizzare automaticamente le soluzioni progettuali, individuare interferenze in modo predittivo e suggerire alternative più efficienti sono già in fase di adozione, insieme a digital twin che estendono il modello alla fase di gestione e manutenzione dell'opera. Il BIM, in questo scenario, diventa il punto di contatto naturale tra IA ed edilizia: la struttura dati che rende i modelli leggibili e interrogabili da algoritmi è la stessa che oggi garantisce la qualità e la coerenza dei documenti di progetto.
Il ruolo insostituibile della competenza umana
Nessuno di questi strumenti sostituisce il giudizio professionale. L'IA può accelerare l'individuazione di un'interferenza, ma è l'esperienza del progettista a stabilire se una soluzione è davvero costruibile, economicamente sensata e coerente con il contesto; è la conoscenza del cantiere, maturata sul campo, a distinguere un modello formalmente corretto da uno realmente eseguibile. Il BIM, potenziato dall'IA, resta uno strumento al servizio della progettazione integrata: la qualità finale del progetto continua a dipendere dalla competenza, dal senso critico e dall'esperienza di chi quello strumento lo usa.
